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Lettera di Lombroso a Teza in cui lo ringrazia dell'invio di un'opera, discute i rispettivi studi e lo invita a recensire i suoi nella «Nuova Antologia»


Segnatura
C. Marc. It., X.432 (11742/4)

Istituto di conservazione
Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia

Luogo e data
Pavia, 20/04/1869

Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Teza, Emilio (Letterato, storico e linguista veneziano)

Citati
Bargelli (Signora)
Castiglioni, Cesare (Psichiatra milanese, direttore del manicomio della Senavra)
Concato, Luigi (Medico e accademico padovano)
Cossa, Alfonso (Chimico e medico milanese)
D'Ancona, Alessandro (Letterato e storico della letteratura)
Magni

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso ringrazia Teza del "prezioso dono" ricevuto, "un idillio veramente Germanico", tipico della "cara Germania, tanto dotta quanto poco artista". Pur elogiandolo, manifesta dubbi sul criterio della traduzione: "quelle poesie in dialetto non si possono tradurre che in dialetto forse anche toscano, ma in dialetto. Vedi Monsu Travet come si guasta anche ben tradotto in Italiano. La musica da chitarra tradotta al piano stona". Prosegue difendendo un proprio studio dalle critiche ricevute: "Per me non c'č miglior prova di amicizia di una critica forte -; io lo accetto quel tuo appunto di precipitazione per gran parte dei miei lavori; solo in quello, credo che non badasti all'enorme mole di prove raccolte [...] - mentre i capitoli sui geni vi erano solo accessori di quello". Lo informa che, comunque, era stato tradotto in tedesco, olandese e inglese, suscitando "gran rumore" specie in Inghilterra. Lo invita a recensirlo nella «Nuova Antologia», accennando all'imminente pubblicazione della traduzione italiana della Circolazione della vita di Moleschott. Lombroso prosegue, dando a Teza nuove sui conoscenti comuni; lo prega di inviargli i suoi Studi inediti sulle lingue Americane; manifesta pessimismo in merito alla nomina di Concato a socio dell'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere. "Ahi all'Istituto meno 2 tutti sono reazionari ed io ci entrai per un equivoco, per il premio Castiglioni guadagnato. [...] Io per me nel mio piccolo mi ci sono sempre sentito superiore a quegli onori e li ho accettati ma non ambiti - e del resto io non sono che socio corrispondente - quindi senza voce in capitolo". Conclude pregandolo di salutare in suo nome D'Ancona, invitandolo a fargli avere qualche opera

Note
Per gentile concessione del Ministero dei Beni e delle Attivitą Culturali e del Turismo - Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia
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