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Lettera di Lombroso a Carcano in cui lo prega di nominare una commissione di verifica dei suoi esperimenti sulla tossicità del mais guasto


Segnatura
Archivio, Fascicoli personali dei soci, cart. Lombroso

Istituto di conservazione
Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, Milano

Luogo e data
Pavia, 04/12/1872

Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Carcano, Giulio (Scrittore e politico milanese)

Citati
De Cristoforis, Malachia (Medico e politico milanese)
Griffini, Romolo (Medico milanese)
Rovida, Carlo Leopoldo (Clinico milanese)
Sessa
Soresina, Giovanni Battista (Medico lombardo)
Todeschini, Cesare (Medico milanese)
Visconti, Achille

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso invita Carcano a procedere alla nomina di una commissione di verifica dei suoi esperimenti sulla tossicità del mais guasto, vivacemente contestati durante l'adunanza mattutina dell'Istituto Lombardo. Dichiara di essere mosso da ragioni d'"onore" e, più ancora, dalla necessità di difendere una scoperta, "che anche può risolvere per una buona volta l’incertezza nelle cause di un male che miete migliaja di vittime". "Io ho non solo il desiderio ma il diritto di chiedere che le esperienze si facciano seriamente, eliminando tutte le cause di parzialità e quindi chiedendo per giudici cioè medici [in grado] di resistere alla pressione morale dei grandi nomi di cui si coprono i miei avversari". Prospetta i nomi di alcuni commissari, medici autorevoli e soci dell'Istituto quali Griffini, De Cristoforis, Ambrosoli, Todeschini e Visconti, suggerendo anche alcune procedure di verifica. Propone che gli esperimenti futuri siano condotti su dodici individui, sei sani e sei pellagrosi, per un tempo pari a quello dei suoi. Si impegna a fornire la tintura o i "panetti" di mais guasto, nonché 100 lire "per pagare gli individui, che si sottoponessero all'esperimento". Ipotizza che un commissario  debba "distribuire, di propria mano, le sostanze, per ciascun giorno agli individui – senza che l’esperimento non è serio". Conclude scusandosi dell'irruenza dei toni mantenuti durante l'adunanza e nella lettera: "Le calunnie di cui un filo leggiero si è mostrato oggi circolano ormai da anni per le bocche di quei Narseti che che si vendicano dell’altrui fecondità colle ciarle maledette dei nemici – di essi gli egregi avversari non fanno che i portavoce – incolpevoli – ma io non posso lasciarmi sfuggire i frutti di dieci anni di esperimenti innanzi alle ciarle e all’insinuazione volgare"

Note
Per gentile concessione dell'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, Milano
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