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Lettera di Marzolo a Lombroso in cui discute di vari argomenti fra cui la diffusione dei "Monumenti storici rivelati dall'analisi della parola"


Segnatura
Manoscritti Righi, 620/2

Istituto di conservazione
Biblioteca Civica di Verona

Luogo e data
Treviso, 31/01/1853

Mittenti
Marzolo, Paolo (Medico e linguista padovano)

Destinatari
Lombroso, Cesare

Citati
Bonfico
Muoni, Damiano (Storico e numismatico lombardo)
Rosa, Gabriele (Patriota e poligrafo lombardo)
Vignoli, Tito (Filosofo e psicologo toscano, docente a Milano)
Visconti Modrone

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Marzolo dichiara a Lombroso di essere dispiaciuto da "due cose" apprese dalla sua lettera "carissima": "prima che tu sia stato ammalato, e che non ti senti ancor bene, e temo che tu abbia poco riguardo alla tua salute: l'altra che mi tratti dandomi del Lei, ciò ch'io assolutamente non voglio, perché se avessi dei figli non vorrei questo cerimoniale. Dunque intendiamoci bene io ti tratto da padre e tu devi trattare me da figlio e quindi non devono le forme di terza persona interporsi alla libera frase del nostro affetto". Invia una lettera in cui accusa ricevuta di pagamento da trasmettere a Muoni, di cui non conosce l'indirizzo. Lo informa di aver ricevuto "una lettera cordialissima [dal] Dr. Vignoli educatore del Duca Visconti Modrone" e lo invita a visitarlo a Milano: "certo sarai bene accolto". Si compiace di un articolo di Rosa nel "Crepuscolo" di "eccitamento ai nazionali ad associarsi all'opera [sua]". Conclude con parole affettuose. Nel poscritto, trasmessi i saluti della moglie, lo prega di completare la lettera a Muoni, appellandolo con il titolo spettante, e di affrancare la busta

Note contenuto
Lombroso donò la lettera a Ettore Righi in segno di amicizia nel giorno della propria laurea

Note
Per gentile concessione della Biblioteca Civica di Verona
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