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Lettera di Lombroso a Luzzatti in cui si compiace per il ritiro dell'appoggio al gabinetto Pelloux e lo invita a fondare un partito moderato riformatore


Segnatura
Archivio Luzzatti, Sezione 1, Corrispondenza, Lombroso Cesare 12

Istituto di conservazione
Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Venezia

Luogo e data
Torino, 28/02/1900

Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Luzzatti, Luigi (Economista, politico e presidente del consiglio veneziano)

Citati
Cavour, Camillo Benso di
Della Vida Levi, Adele (Educatrice veneziana, zia di Lombroso)
Levi, Amelia (Moglie di Luzzatti, cugina di Lombroso)
Starabba di Rudinì, Antonio (Politico italiano)

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso si congratula con Luzzatti, "ritornato l’uomo più sano dell’antica destra – senza dimenticare d’essere l’uomo del popolo". "Un passo ancora e senza ciò venir meno alle antiche convinzioni puoi fondare un partito che ci salvi dal [pandemonio] presente. Bisognerebbe che sapeste confessare tu e Rudinì che foste trascinati da informazioni erronee sui mali passati da Maggio". "E che sopratutto prendeste l’iniziativa per smetter il protezionismo – sopratutto quello sui grani – che ci opprime come un incubo – : qui è anche il sano economista che dovrebbe sentirsi ribollire nelle vene la vecchia massima di Cavour che aveva rifatta l’Italia". "Io lo spero da te – di allontanarsi dal potere qualche mese, qualche anno per ritornarvi stabilmente – avendo la radice nel cuore vero degli Italiani non corrotti e non corruttori"

Note
Per gentile concessione dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Venezia
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