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Lettera di Lombroso a Righi in cui descrive la propria condizione a Pavia e chiede notizia su espressioni dialettali veronesi


Segnatura
Manoscritti Righi, 619/90.4

Istituto di conservazione
Biblioteca Civica di Verona

Luogo e data
Pavia, 04/12/1852

Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Righi, Ettore Scipione (Avvocato e letterato veronese, confidente di Cesare Lombroso)

Citati
Bonfico
Marzolo, Paolo (Medico e linguista padovano)
Pinali, Vincenzo (Medico e accademico friulano)
Righi, Alessandro (Medico e ipnotista veronese, fratello di Ettore Scipione)
[Cambieri]

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso descrive a Righi, in ossequio a una promessa, la propria condizione di studente a Pavia. "Io mi trovo qui [...] in una di quelle beate condizioni che si sognano piuttosto che si desiderino. Senza briglie, senza sentinelle indipendente ora di fermarmi qui or d’andare lì padrone totalmente di me stesso godo la compagnia di giovani di sì bel cuore e intelletto che difficilmente avrei potuto rinvenire nel Veneto; né passa giorno che non possa innamorare e persuadere ai miei studi qualcuna di quelle vergini menti che è tanto caro rinvenire fra giovani; e godo poi di un’abbondanza di materiali pei miei studi che non ho se non la difficoltà della scelta". Chiede notizie sulla condizione di Righi a Padova, manifestando interesse per i suoi studi dialettali e folklorici: "se avessi trovato qualche altro di quei preziosi mosaici della Storia dell’Umano intelletto fra la sozzura dei volghi mi faresti piacere a mandarmeli". Lo informa della forte stima di cui gode Alessandro Righi nell'ambiente medico pavese

Note
Per gentile concessione della Biblioteca Civica di Verona
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