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Lettera di Lombroso a Righi in cui trasmette notizie sulla vita culturale viennese, gli offre suggerimenti per un viaggio a Pavia e sviluppa una critica dei suoi versi


Segnatura
Manoscritti Righi, 619/90.17

Istituto di conservazione
Biblioteca Civica di Verona

Luogo e data
Vienna, 26/02/1856

[dato attribuito]

Note alla datazione
La datazione è desumibile da un'annotazione di Righi
Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Righi, Ettore Scipione (Avvocato e letterato veronese, confidente di Cesare Lombroso)

Citati
Alfieri, Vittorio
Alighieri, Dante (Poeta fiorentino)
Ambrosoli, Francesco (Letterato e traduttore comasco)
Campeggi, Clara (Moglie di Santo Garovaglio)
Cesari, Antonio (Predicatore veronese)
De la Vega, Garcilaso
Dicona
Folperti, Carlo (Politico pavese)
Foscolo, Ugo (Scrittore e letterato)
Fuà Fusinato, Erminia (Poetessa veneta)
Fusina, Vincenzo
Galilei, Galileo
Garovaglio, Santo (Naturalista e botanico comasco)
Jung (Signore)
Levi, Zefora (Madre di Lombroso)
Maffei, Andrea (Poeta di origini trentine)
Manganotti, Antonio (Farmacista e giornalista veronese, compilatore del "Collettore dell'Adige")
Marenghi, Giacomo (Medico comunale di Tredossi e Castelverde)
Marzolo, Paolo (Medico e linguista padovano)
Milton, John
Passavanti, Jacopo
Pertile, Giambattista (Sacerdote e giurista veneto)
Ristori, Adelaide (Attrice teatrale friulana)
Strobel, Pellegrino (Naturalista e paletnologo lombardo, docente all'Università di Parma)
Tebaldi, Augusto (Psichiatra e accademico veronese)
Tito Lucrezio Caro (Poeta e filosofo romano)
Zacchi

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso ringrazia Righi di una lettera, "anzi di quel giornalino", sulla vita sociale e culturale di Verona. "[Mi] hai fatto scorrere una cara oretta facendomi passare dalla farmacia Manganotti, al palazzo Martinelli dalla santa e dolcissima casa canonicale, al teatro Ristori, dalla società filodrammatica alle amabili e buone Sig. Jung è giusto che ti renda la pariglia". Lo informa degli eventi viennesi a cui aveva assistito o di cui aveva letto nella stampa. Le esibizioni liriche di Adelaide Ristori avevano fatto "furori ma furori puramente convenzionali; la si applaudisce [...] ma gustata è veramente da pochi – e lasciami dire lo sproposito, ella è qualche volta inferiore alla sua fama – nella Mirra assolut[amente] la sua celebrità mal meritata – [...] E bello e curioso il veder i momenti e il modo con cui si applaude la Ristori BravoBene (non interpretarmi male – è bene) – quando ella fa delle affettaz[ioni] di voce e dei gesti convenzionali piovono a bizzeffe. I giornali seguitano ancora a scandalizzarsi sulla Mirra – (certamente non divengo inquieto che al nome)… mentre non credo vi sia [...] di scandalo". Non mancava, poi, di manifestare il "suo bello spirito" e la "sua cruscante galanteria" l'anziano Ambrosoli, intento a compilare un dizionario greco-tedesco; l'Accademia delle Scienze era stata la sede di una lettura sulla letteratura popolare italiana comparata a quelle tedesche e slave. Prosegue suggerendo a Righi di recarsi a Pavia "a sollecitare gli esami", visitando "nell'intervallo" Milano; a tal fine, acclude una lettera di raccomandazione per il professor Garovaglio che, in virtù della sua amicizia con il docente di Diritto canonico Pertile, poteva risultargli utile. Lombroso, infine, si produce in "una critica spietata" di alcuni versi dell'amico. "Sono belli più belli forse d’altri tuoi ma io te lo ripeto. V’hanno due geni, un genio nano (il genio del Passavanti del Cesari) e un Genio gigantesco (il genio di Galileo [...]) entro le cui braccia scorre la vera poesia la poesia che non piace alle femmine ma sì alle nazioni. La poesia che fa brutta mostra in un giorno di nozze ma ne fa una sublime nell’eternità – [...] bisogna che tu bruci molto incenso o [...] molti litri di olio a questi due Geni se da poeta naturale vuoi divenire poeta legittimo". Esprime apprezzamento per la poesia della Fuà, giudicando quella di Maffei inferiore a quella di Righi. Nel poscritto, prega Righi, nel caso in cui non si fosse recato a Pavia, di consegnare le lettere accluse a sua madre e si compiace della mole della loro corrispondenza

Note
Per gentile concessione della Biblioteca Civica di Verona
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