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Lettera di Lombroso a Righi in cui lo informa sulle proprie letture e sui propri incontri, chiarendogli il proprio atteggiamento verso Tebaldi


Segnatura
Manoscritti Righi, 619/90.21

Istituto di conservazione
Biblioteca Civica di Verona

Luogo e data
Milano, 1857

[dato attribuito]

Note alla datazione
La data è desunta da un'annotazione di Righi
Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Righi, Ettore Scipione (Avvocato e letterato veronese, confidente di Cesare Lombroso)

Citati
Boschetti
Brandis, Nicolò de' (Nobile friulano, giurista e collezionista d'arte)
Maffei, Andrea (Poeta di origini trentine)
Tebaldi, Augusto (Psichiatra e accademico veronese)
Verga, Andrea (Psichiatra lombardo)

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso si scusa con Righi per la brevità della lettera, privato del tempo da "passare coi cari" dai "maledetti esami, il caldo e la [sua] lunazione". Lo informa che avrebbe letto il Paradiso perduto di Maffei e che aveva incontrato Boschetti a Pavia e Brandis a Milano. Chiede notizie sul giornale veronese «La Domenica», che teme chiuso poco dopo la fondazione. Chiarisce il proprio atteggiamento nella disputa con Tebaldi: "egli ha male interpretato la mia parola; a me dolea di dover parlare di lui quando non era informato, non per altro – lungi dall’odiarlo, dal dispettarlo, io provai, provo e proverò sempre per lui quel sentimento indelebile che si prova per l’amico d’infanzia e dovesse farmi provar dispiaceri ben più forti ch’ei non fece io non mieterei da sentimenti; ed è appunto per non far palesi i nostri dispiaceri come mi sarebbe stata forza dovetti dire di non conoscerlo a [Verga] ch’io reclamai"

Note
Per gentile concessione della Biblioteca Civica di Verona
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