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Lettera di Lombroso a Righi in cui lo invita a visitarlo a Milano, informandolo della prossima apertura di un'Università privata, e gli suggerisce di collaborare a «La Perseveranza»


Segnatura
Manoscritti Righi, 619/90.1

Istituto di conservazione
Biblioteca Civica di Verona

Luogo e data
Milano (Ospedale Sant'Angelo), 22/12/1861

[dato attribuito]

Note alla datazione
La data topica è desunta da un'annotazione a margine di Righi. La lettera fu redatta in due tempi, conclusa dopo una sospensione di due settimane dall'inizio
Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Righi, Ettore Scipione (Avvocato e letterato veronese, confidente di Cesare Lombroso)

Citati
Milli, Giannina (Poetessa estemporanea di origini teramane)
Righi, Augusto (Avvocato e politico veronese)
Righi, Italia (Figlia di Ettore e Bice Ruffoni)
Ruffoni, Beatrice detta Bice (Moglie di Ettore Scipione Righi)
Valussi, Pacifico (Giornalista e politico udinese)

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso scrive a Righi, invocando comprensione per il suo lungo silenzio epistolare: "non [avevo] nulla d'importante per scriverti". "La nostra amicizia è ben salda abbastanza si spera per non averne d'uopo che il tatto o l'idea spesso la raccenda per durare viva". Lo invita a "fare una scorsa" per visitarlo: "ho un appartamento vuoto a tutta tua disposizione S. Sepolcro Casa [Paletta] e desidero che tu venga in ogni modo mandami notizie della tua Libera e della gentile tua sposina". Comunica l'inaugurazione di un "insegnamento libero" e la formazione a Milano di "come una specie di università privata - per cui un docente può trovar un buon provento". Riprende la lettera dopo due settimane, informando Righi di aver cambiato alloggio e di essersi trasferito in "una specie di tana" in Contrada Porta Nuova, in casa Ravà. "La Perseveranza di Pacifico Valussi paga a chi vi scrive dentro dai 1000 ai 2000 Fr. all'anno vedi tu se ti converrebbe". Trasmette gli auguri di capodanno a lui, ai familiari e agli amici e comunica di aver conosciuto una "strana e grande poetessa la Melli [sic!] che [gli] par il più gran prodigio poetico dell'età nostra"

Note
Per gentile concessione della Biblioteca Civica di Verona
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