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Lettera di Lombroso a Nordau in cui, dopo aver studiato il volume, critica le tesi di "Degenerazione"


Segnatura
A119/120, ff. 75 e 78-80

Istituto di conservazione
Central Zionist Archives, Gerusalemme

Luogo e data
Torino, 12/05/1893

Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Nordau, Max (Medico, critico e sionista ungherese)

Citati
Ibsen, Henrik (Scrittore, drammaturgo e poeta norvegese)
Wagner, Richard (Compositore, direttore teatrale e polemista tedesco)
Zola, Emile (Letterato e romanziere francese)

Consistenza
1 foglio e una busta

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso scrive a Nordau, muovendo un'articolata critica delle tesi di Degenerazione. "Colla sincerità che si può avere coi grandi, io vi dico sinceramente, che voi nella vostra opera avete mostrato quel difetto che è comunissimo anche, anzi nei genii del misoneismo. La nevrosi, la degenerazione possono contrassegnare e anzi spiegare l’opera del genio, non come fate voi metterla in ridicolo, non basarne la critica". Puntualizza che la nevrosi produce sterilità nei mattoidi che, apparentemente geniali, erano in realtà "imbecilli". "Se voi dal genio volete escludere la pazzia finirete di non avere più che i mediocri, gli accademici". Ravvisa, nonostante alcuni punti di contatto, forte distanza dalle tesi di Genio e follia che, benché tradotto in tedesco e francese, gli era probabilmente ignoto. "Il vostro difetto, se pure è un difetto, dipende da una grande vostra virtù, quella d’avere un criterio indipendente che non vuol piegarsi davanti a nessuno. Questo è speciale al genio, ma anche alla nevrosi". "Siccome sentite il mondo moderno curvo davanti a Wagner, Ibsen e Zola voi li detrattate, ma non siete giusto"

Note
Per gentile concessione dei Central Zionist Archives, Gerusalemme
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