Epistolario  |  Indici  |  Cerca nell'epistolario    

< <

Lettera di Lombroso a Concato in cui lo sollecita a risolversi e, vinti i timori, a partecipare al concorso per la cattedra torinese di Clinica medica


Segnatura
Fondo Concato, cart. II, fasc. 45

Istituto di conservazione
Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Bologna

Luogo e data
Torino, 1877-1878

[dato attribuito]

Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Concato, Luigi (Medico e accademico padovano)

Citati
Bizzozero, Giulio (Istologo varesino, docente e rettore dell'Università di Torino)
Coppino, Michele (Letterato e politico piemontese, più volte ministro)
Federici, Cesare (Medico clinico di origini marchigiane, docente universitario a Firenze)
Moleschott, Jacob (Fisiologo olandese)
Mosso, Angelo (Medico e fisiologo)
Murri, Augusto (Medico di origini marchigiane e professore presso l’Università di Bologna)
Reymond, Carlo (Oculista torinese)
Sacchetto, Francesco (Editore padovano)
Tebaldi, Augusto (Psichiatra e accademico veronese)
[Bruni] (Docente all'Università di Torino)
[Taunis]

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Trascrizione
Lombroso ringrazia Concato per le pressioni su Sacchetto, "calato a più miti consigli". Informa di aver parlato con tre dei cinque commissari concorsuali, che lo avevano rassicurato in merito all'adozione di una soluzione per lui favorevole, che avrebbe tutelato sia il merito sia la rispettabilità: "Dichiareranno al ministro che non v'han proposto all'art. 69 perché voi eravate prof.e ordinario di I classe - e non avevano documenti da cui risultasse che ciò fosse nel vostro desiderio ma che i meriti vostri sono tali da corrispondere all'art. 69 e da provocare solo, con questo, la vostra traslazione". Gli altri idonei non avrebbero concorso o sarebbero stati destinati ad altre sedi. Sostiene che se Concato avesse deciso di andare a Bologna, sarebbe entrato in conflitto con Murri incrementando "la schiera di [propri] nemici, anche dei Murristi, oltre che dei Rizzolisti dei Selmisti". "Io ho provato a Pavia cosa vuole dire andare in un paese donde altri spera non dobbiate tornare e l'ho saputo tanto che ora potendo ritornare con 13000 lire di stipendio, io nol feci". Lo invita a non preoccuparsi delle dicerie, che lo avrebbero colpito ovunque ma che, a Bologna, avrebbero trovato terreno più fertile. Il corpo studentesco bolognese, del resto, sostiene Murri ed altri. Spiacendosi del mancato invito della Facoltà torinese, ne promette uno "singolo" da alcuni colleghi, Moleschott, Mosso, Tebaldi e Reymond; Bizzozzero, poiché membro della commissione esaminatrice, glielo manda informalmente per suo tramite. "Più non è possibile fare. In questo caso del resto, tutto è inutile, se manca la volontà - tutti i pretesti scambiati per ragione"

Note
Per gentile concessione della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Bologna
Immagine 1 di 3   [vedi con zoom abilitato]  [gallery]
inizio            fine