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Lettera di Lombroso a Moleschott in cui lo prega di ripetere i suoi esperimenti sulla tossicità del mais guasto


Segnatura
Fondo Moleschott, Corrispondenza ricevuta da Jacob Moleschott, busta 15, fasc. 37

Istituto di conservazione
Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Bologna

Luogo e data
Pavia, 25/07/1875

Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Moleschott, Jacob (Fisiologo olandese)

Citati
Biffi, Serafino (Psichiatra milanese, direttore del manicomio privato "Villa Dosso" di Monza)
Cantoni, Giovanni (Fisico, accademico e rettore dell'Università di Pavia)
Corradi, Alfonso (Patologo e docente dell'Ateneo pavese)
Lussana, Filippo (Fisiologo lombardo)
Oehl, Eusebio (Fisiologo lodigiano, docente all'Università di Pavia)
Pollacci, Egidio (Chimico toscano, docente all'Università di Pavia)

Consistenza
2 fogli

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso scrive a Moleschott, pregandolo "d'un gran piacere [...] benché tremendo": "collaborare [con lui] nello studio dell'azione tossica del maiz guasto". Informa della "potente opposizione" suscitata dalla sua teoria tossico-zeista sull'eziologia della pellagra, fondata sui "pregiudizi, fomentati da quel disgraziato ingegno del Lussana". Illustra il rifiuto della Commissione dell'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, presieduta da Biffi, di legittimare i suoi esperimenti che, ripetuti in altre sedi, avrebbero invece dimostrato la tossicità del mais guasto. "Su 10 rane cui inettai 1/2 grammo di un estratto di tintura di maiz guasto 10 morirono - su quelle che ne iniettai di estratto da tintura di maiz sano nessuna. Di tre polli a cui da due mesi dò la sostanza tossica due dimagrano, sono assopiti, psoriaci". "Ma la mia autorità è troppo scarsa. E quando io riprodurrò ripetuti i miei esperimenti - si perderanno nel deserto". "Io vorrei che voi li ripeteste più coi sottili e fini criterii, ed amminicoli della vostra scienza che a me son quasi ignoti - interpretaste i fenomeni - ne provocaste di nuovi. Somministrerei io tutto il materiale che v'occorresse". Auspica l'adesione di Moleschott, che avrebbe dimostrato come non fosse "un impostore" e sancito il trionfo della teoria tossico-zeista: "Si tratta di cosa vitale da cui dipende la salute di migliaia d'individui"

Note
Per gentile concessione della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Bologna. Il carteggio Lombroso-Moleschott è pubblicato in M.L. Patrizi, "Addizioni al «dopo Lombroso». Ancora sulla monogenesi psicologica del delitto", Roma-Milano-Napoli, Società editrice libraria 1930
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