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Lettera di Lombroso a Moleschott in cui ripete l'invito a fare degli esperimenti sulla tossicità del mais guasto per cui avrebbe ricevuto la tintura


Segnatura
Fondo Moleschott, Corrispondenza ricevuta da Jacob Moleschott, busta 15, fasc. 37

Istituto di conservazione
Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Bologna

Luogo e data
Regoledo, 26/08/1875

Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Moleschott, Jacob (Fisiologo olandese)

Citati
Biffi, Serafino (Psichiatra milanese, direttore del manicomio privato "Villa Dosso" di Monza)
Brugnatelli, Tullio (Chimico lombardo, rettore dell'Università di Pavia)
De Benedetti, Nina (Moglie di Cesare Lombroso)
Erba, Carlo (Farmacista e imprenditore lombardo)
Strecker, Sophie (Moglie di Moleschott)

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso si scusa con Moleschott per la risposta tardiva. Comunica che la promessa di una lieta accoglienza a Torino aveva prodotto un "effetto dolcissimo - quasi superiore alla notizia della nomina". Esprime amarezza per l'ostilità avvertita a Pavia, dove "[aveva consumato] la parte più vigorosa della sua esistenza e tentando di fare il bene per il bene": "Val proprio la pena di consumarsi per gli altri". Lo prega di fare "qualche esperienza, sul [suo] estratto di maiz guasto", che avrebbe ricevuto da Erba. Lo informa che, dall'analisi di Brugnatelli, la sostanza venefica sembra contenere stricnina; si tratta invece, a suo parere, di un alcaloide misto, simile per "caratteri chimici tutti" alla stricnina ma foriero di effetti fisiologici, a un tempo, asfissianti e narcotizzanti. Invia i propri saluti a sua moglie

Note
Per gentile concessione della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Bologna. Il carteggio Lombroso-Moleschott è pubblicato in M.L. Patrizi, "Addizioni al «dopo Lombroso». Ancora sulla monogenesi psicologica del delitto", Roma-Milano-Napoli, Società editrice libraria 1930
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