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Lettera di Lombroso a Verga in cui discute delle prospettive di un periodico psichiatrico autonomo e lo informa su di un duello


Segnatura
Archivio Verga, b. 3, fasc. 21, n. 2

Istituto di conservazione
Civiche Raccolte Storiche - Museo del Risorgimento, Milano

Luogo e data
Genova, 13/03/1863

Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Verga, Andrea (Psichiatra lombardo)

Citati
Cenzino
Lioy, Paolo (Letterato, naturalista e politico vicentino)

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso invia a Verga una "mezza pagina" di risposta alla sua lettera piena di "buon umore", che lo aveva "elettrizzato" anche per la promessa di una visita. "Io non so davvero comprendere come un Giornale diretto dalla sua delicatissima penna e che porta l'autorità del suo nome così conosciuto nell'alta Italia e all'estero non debba aver alimento di vita autonoma -; a me pare che la causa [...] è perché se ne ignora la esistenza -; io crederei che oltre gli specialisti vi si potrebbero associare anche quei fisiologi e psicologi [...] che sanno quanto ajuto allo studio della fisiologia del pensiero possa portare la patologia - ma essi non sanno che il giornale esiste. Per questo, scusi la mia bizzarra arditezza, mi parrebbe che si potesse il nuovo giornale intitolare - Giornale per la fisiologia e la patologia della mente. E della parte fisiologica m'incaricherò io con fanatismo". Suggerisce di inviare delle copie "ai vari stabilimenti" tedeschi e svizzeri, che "curiosi come sono delle cose nostre", "finirebbero per associarsi". Ritiene comunque che, se il periodico non dovesse diventare una testata autonoma, dovrebbe "almeno cambiargli il formato - e raccoglierlo in fascicolo - e sarebbe come la crisalide che poi diventa farfalla paragone da Napoletano!" Si dichiara ottimista sugli esiti dell'impresa. Spiega le ragioni della precedente commessa del tulipano, avendolo proposto - senza successo - quale simbolo della propria armata. Esprime un'opinione positiva su Lioy, "benché [...] abbia ingegno maggiore della pazienza". Replica scherzosamente ai timori di Verga di una "inondazione Psicologica" lombrosiana: "il pericolo non ci sarebbe che se il mondo fosse abitato da formiche e da infusorii - ad ogni modo l'arte del Cav. Verga così abile nel drenaggio [dei suoi articoli] saprebbe a tempo ovviare ogni danno ai 130(000!) lettori che non avessero per sé apparecchi di sauvatage consistenti in quelle così dette orecchie da mercante!" Lo ragguaglia infine con notizie dettagliate del duello avuto: "Una bestia d'un inglese [...] nel mio reggimento mi viene ad invitare con modi poco civili perché in ora indebita io assista ad un duello. Io lo avviso che non posso venire a quell'ora. Egli non dice nulla ma sparge fra i militari del reggimento la voce ch'io mancai [...] non come chirurgo ma come membro effettivo. I compagni allora a dire che io mancai all'onore e pormi a sequestro [...]. Per farla finita dovetti sfidare l'inglese invitando a correggere le espressioni. E benché ne sapessi assai poco e lui pure poco [...], fecimo girare qua e là la spada finché gli riescì di farmi una lunga ma superficiale ferita all'avambraccio - che guarì però in pochi giorni". Conclude dichiarandosi in attesa di una sua visita e di Cenzino "presto presto"

Note
Per gentile concessione del Comune di Milano - tutti i diritti di legge riservati - Palazzo Moriggia | Museo del Risorgimento, Milano. La lettera, pubblicata per cura di "A.S.P.I. - Archivio Storico della Psicologia Italiana" (Università di Milano, Bicocca), è reperibile on-line all'indirizzo: http://www.aspi.unimib.it/collections/object/detail/10626/
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