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Lettera di Lombroso a Hamon in cui stabilisce i destinatari di "Le crime: causes et remèdes" per recensione


Segnatura
Hamon Papers, Correspondance relatif à la "Bibliothèque Internationale des Sciences Sociologiques" 1893-1901, 269, Lombroso

Istituto di conservazione
International Institute of Social History, Amsterdam

Luogo e data
Torino, 1899

[dato attribuito]

Note alla datazione
L'opera in discussione è "Le crime: causes et remèdes. Avec un appendice sur le progrès de l'anthropologie criminelle pendant les années 1895-1898", (Paris 1899) l'unica di Lombroso che risulti pubblicata dall'editore Schleicher. Il testo conobbe una seconda edizione nel 1907, ma allora la collaborazione di Hamon con Schleicher si era conclusa
Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Hamon, Augustin (Pubblicista e politico francese)

Citati
Arréat, Lucien (Filosofo francese)
Claretie, Jules (Scrittore, storico e giornalista parigino)
Desmolines (Collaboratore del periodico «Science sociale»)
Kurella, Hans (Psichiatra tedesco, traduttore di Lombroso)
Leroy-Beaulieu, Anatole (Storico parigino, professore presso l’Institut d'études politiques de Paris)
Lourie (Collaboratore della «Revue Philosophique»)
Paulucci di Calboli, Raniero (Diplomatico italiano, ambasciatore a Parigi)
Pfungst, Arthur (Imprenditore e pubblicista francofortese)
Riviére, Albert (Direttore della Société générale des prisons e collaboratore del «Bullettin des Prisons»)
Sarcey, Francisque (Giornalista e critico teatrale francese)
Tarde, Gabriel (Criminologo e sociologo francese)
Toulouse, Edouard (Psichiatra francese)
Wyzewa, Théodore de (Pubblicista franco-polacco, collaboratore della «Revue des deux Mondes»)

Consistenza
1 foglio

Lingua
Francese

Trascrizione
Lombroso dichiara a Hamon di non temere i propri avversari, ma di ritenere "les adversaires de mauvais foi dangereux pour le succés de l'ouvrage". Essi la avrebbero fatta cadere nel "silence le plus absolu" o, se costretti a discuterla, "ils en parlent avec parole de mépris, sans auquun [sic!] examen et sans discussion". Il libro poteva loro spedirsi per recensione, ma solo alcuni mesi dopo la sua uscita. I primi destinatari, invece, dovevano essere gli "adversaires en bonne foi", per esempio Rivière, Arreat e Sarcey, che lo avrebbero discusso seriamente; alcuni periodici socialisti, "les seuls en France que comprennent mes nouvelles theories"; una rivista russa e una austriaca. "Quant à mons. Tarde, je crois que le mieux c'est de rien envoyer de tout". Altri esemplari si potevano inviare alla «Revue philosophique», a Toulouse, alla «Revue des Deux Mondes», alla «Revue générale des Sciences», agli «Archives de Neurologie» e alla londinese «Nature»; la «Revue des Economistes» e la «Revue Metaphysique», anche se avessero ricevuto il libro, non ne avrebbero trattato. Lo invita a procedere all'invio anche ad altri periodici, da cui fosse certo "d'obtenir un compte-rendu". Nel poscritto, dà ulteriori suggerimenti per la spedizione dell'opera ad altri recensori stranieri

Note
Per gentile concessione dell'International Institute of Social History, Amsterdam. La lettera è pubblicata on-line all'indirizzo https://search.socialhistory.org/Record/ARCH00546
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