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Lettera di Mantegazza a Lombroso in cui, informandolo sulla propria attività, lo invita a lasciare l'esercito per dedicarsi alla scienza accademica


Segnatura
Legato Cerù, b. 4-5-6, f. Mantegazza

Istituto di conservazione
Archivio di Stato di Lucca

Luogo e data
Pavia, 21/12/1861

Mittenti
Mantegazza, Paolo (Medico e antropologo monzese)

Destinatari
Lombroso, Cesare

Citati
Moleschott, Jacob (Fisiologo olandese)
Tejada de Montemayor, Jacobita (Prima moglie di Paolo Mantegazza)

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Mantegazza ringrazia Lombroso per l'invio del suo ritratto, che promana "un sapore di benigna malizia", scusandosi di non poter contraccambiare in tempi brevi. Dichiara di aver provato "invidia" leggendo il suo studio sul gozzo artificiale. "Tu sei nato per la scienza e dovresti ormai gettare [la] spada dalla finestra. Qui in Pavia abbiamo la Clinica delle alienazioni mentali senza il Professore: perché non ti offri al Ministero, come docente libero? Lo faresti gratuitamente, forse avresti una gratificazione [...]. Per tutto questo bisognerebbe avere buoni amici al Ministero e aver dalla [propria] famiglia di che vivere per un pajo d'anni". Dichiara di condividere il giudizio negativo sulle recenti lotte parlamentari. Manifesta tristezza, perché privo di notizie della moglie e per l'abulia che prova a Pavia. Lo informa che avrebbe inaugurato l'anno accademico con un discorso su L'ordine nella scienza e che - oltre a uno studio sulla temperatura delle orine - avrebbe concluso a breve la pubblicazione delle lettere dall'America. Conclude porgendogli gli auguri per l'anno nuovo e rallegrandosi per la "preziosissima amicizia di Moleschott"

Note
Per gentile concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Archivio di Stato di Lucca
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