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Lettera di Lombroso a Taine in cui, inviandogli un libro, gli si dichiara allievo e concorde in merito alla criminalità di Napoleone


Segnatura
NAF 28420, Fonds Taine, Correspondance, Lettre L, Lombroso

Istituto di conservazione
Bibliothèque Nationale de France, Parigi

Luogo e data
Torino, 04/04/1889

Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Taine, Hyppolite (Filosofo, storico e critico letterario francese)

Citati
Alighieri, Dante (Poeta fiorentino)
Bonaparte, Napoleone
Laschi, Rodolfo (Avvocato veronese, coautore con Lombroso del "Delitto politico e le rivoluzioni")
Publio Virgilio Marone

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso invia a Taine una propria opera, che gli era nota da "quando era ancora in fasce" e che spera avrebbe conquistato la benevolenza del maestro - maestro dell'applicazione del "metodo sperimentale nelle scienze morali" - per il discepolo e del compagno d'armi per il compagno. Confida nel suo sostegno: "le idee abitudinarie a cui noi siam così schiavi nella razza Latina, l'orrore dell'indirizzo nuovo, o anche solo leggermente diverso dal vecchio, destano qui, un profondo ribrezzo". Esprime ammirazione per un intellettuale in grado, "da solo, resistere contro la foga dei molti; e darci una storia che non è come l'altre una raccolta di cronache e novelle, ma un monumento di vera psicologia umana". I suoi studi erano una "miniera inesausta" per il suo Delitto politico e le rivoluzioni, che lo avevano confermato per esempio nella tesi della criminalità di Napoleone: "io verrò seguendolo [...] in piccioletta barca, come Dante al maestro Virgilio"




Note contenuto
Si può ipotizzare che l'opera indirizzata a Taine siano i volumi della quarta edizione de "L'uomo delinquente" (Torino 1889), in cui si riteneva dimostrata la criminalità di Napoleone

Note
Per gentile concessione della Bibliothèque Nationale de France, Parigi
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