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Lettera di Lombroso a Righi in cui discute una sua opera, si congratula per la nomina all'Accademia di Agricoltura di Verona e promette lo scambio fra le rispettive opere di imminente uscita


Segnatura
Manoscritti Righi, 619/90.30

Istituto di conservazione
Biblioteca Civica di Verona

Luogo e data
Pavia, 05/07/1863

Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Righi, Ettore Scipione (Avvocato e letterato veronese, confidente di Cesare Lombroso)

Citati
Camuzzoni, Giulio (Ingegnere e politico veronese)
Cavattoni, Cesare (Sacerdote e bibliotecario veronese)
De Betta, Edoardo (Naturalista veronese)
Massalongo, Abramo (Naturalista veronese)
Rosa, Gabriele (Patriota e poligrafo lombardo)
Ziani

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso ringrazia Righi dei "due preziosi regali", uno scritto e la lettera accompagnatoria, che lo fanno sentire in debito. "Quel lavoro tuo mi piacque assai per la lindura dello stile, veramente antico, e perché utile – vivo – e pieno – come a me piaccion gli scritti". Si congratula per la nomina a socio dell'Accademia di Agricoltura di Verona, che aveva fatto "un sì buon acquisto"; ma "la [sua] vanità e il [suo] merito [crede] aspiri ed a buon diritto più in alto". Lo prega di salutare i consoci, che gli erano amici e conoscenti. Informa che Rosa a Bergamo, dimessosi da provveditore agli studi, scriveva regolarmente nel «Politecnico» e stava tentano di riprendere le stampe del «Crepuscolo». Non ritiene che la raccomandazione ricevuta da Righi avrebbe sortito effetto positivo. Nel poscritto, dichiara di attendere con ansia i suoi Canti popolari veronesi, che avrebbe ricambiato con il suo studio sulle "care Calabrie" di prossima uscita nella «Rivista contemporanea»

Note
Per gentile concessione della Biblioteca Civica di Verona
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