Lettera di Lombroso a Righi in cui lo prega di aiutarlo a chiudere la vertenza per la riscossione di un credito professionale e di invitare Laschi a effettuare delle integrazioni a "Il delitto politico e le rivoluzioni" in vista della sua traduzione tedesca
Segnatura
Manoscritti Righi, 619/90.37
Istituto di conservazione
Biblioteca Civica di Verona
Luogo e data
Torino [dato attribuito], 17/02/1891
MittentiLombroso, Cesare
DestinatariRighi, Ettore Scipione (Avvocato e letterato veronese, confidente di Cesare Lombroso)
CitatiCaperle, Augusto (Avvocato e politico veronese)
Kurella, Hans (Psichiatra tedesco, traduttore di Cesare Lombroso)
Laschi, Rodolfo (Avvocato veronese, coautore con Cesare Lombroso del «Delitto Politico e le Rivoluzioni»)
Leroy-Beaulieu, Anatole (Storico parigino, professore presso l’Institut d'études politiques de Paris)
Righi, famiglia
Consistenza
1 foglio e una busta
Lingua
Italiano
Contenuto
Lombroso informa Righi come l'avvocato Caperle, interpellato personalmente per il saldo della perizia, "non ci senta". Prega perciò di intervenire: "io ti lascio carta bianca [...], solo fagli notare che io ho più degli altri [periti] una spesa materiale di viaggio da Torino a Verona, e più due giorni sciupati per la distanza". "
È una cosa che ormai data da due anni, e mi piacerebbe di definirla". Informa, nonostante il gran freddo, di stare molto bene e spera che sia altrettanto per lui e i suoi cari. "Sto lavorando La Donna Delinquente, ma mi darà più da fare che l’uomo". Nel poscritto, lo prega di invitare Laschi a sentire Kurella per la traduzione tedesca del
Delitto politico e di "[accrescere] di molto nella parte socialistica dandoci dei pezzi de Le Roi Bollieu [sic!]"
Note
Per gentile concessione della Biblioteca Civica di Verona