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Lettera di Lombroso a Righi in cui, chiusa una loro discussione, lo informa di alcuni episodi occorsigli nella sua attività scientifica e culturale


Segnatura
Manoscritti Righi, 619/90.19

Istituto di conservazione
Biblioteca Civica di Verona

Luogo e data
Pavia, 04/05/1857

Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Righi, Ettore Scipione (Avvocato e letterato veronese, confidente di Cesare Lombroso)

Citati
Alfieri, Giovannina (Moglie di Tommaso Grossi)
Grossi, Elisa (Figlia del letterato Tommaso Grossi)
Grossi, Tommaso (Poeta e letterato lombardo)
Lutti, Vincenzo (Compositore benacense)
Maffei, Andrea (Poeta di origini trentine)
Rossini, Gioacchino (Compositore)
Tebaldi, Augusto (Psichiatra e accademico veronese)
Verga, Andrea (Psichiatra lombardo)

Consistenza
1 foglio

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso scrive a Righi, dichiarando chiuso il loro "dibattimento". Prosegue informandolo di aver fatta a Milano la conoscenza di Maffei: "niun'altro letterato mai ho conosciuto in cui lo stile e le opere abbiano scolpita la stessa impronta della fisonomia, quel misto tra il raffinato e il severo, [...] quella fronda malinconica e sopratutto quella pacifica armonia, che fa tanto belli i suoi versi, domina tutta la sua persona, ma su tutto risalta nei suoi capelli e nei suoi occhi, e nella fronte vasta ed armonica [...]". Lo informa poi di aver conosciuto Lutti, "un Rossini in erba e in frutto [che] ha uno splendido animo che fra poco udiranno alla Scala [e che lo] ha fatto innamorare quasi della musica". Lo informa - "e qui ti lascio scoppiar di rabbia" - di aver conosciuto a Treviglio la moglie e la figlia di Grossi. Si scusa per non avergli dedicato quale dono di nozze l'Influenza della civiltà sulla follia, ma non è riuscito a trovarlo per ottenerne il consenso. "Tu riderai sottecchi di questa punizione [...] un po' insipida, ma io che so che tu avrai avuto a quest'ora l'inasprimento (vedi che parlo legale e gli è che studio la Medicina Legale) di leggere tutta questa lunga e nojosa lettera ora ti credo abbastanza punito, non solo, ma contrito e ridotto a penitenza – per cui ti do un bacio di amico". Nel poscritto, Lombroso prega Righi di intervenire presso Tebaldi, il quale aveva inviato a Verga uno studio sui Sogni, in cui pareva lasciar trasparire i loro "dissapori" facendolo così sfigurare

Note
Per gentile concessione della Biblioteca Civica di Verona