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Lettera di Lombroso a Pitré in cui risponde alle critiche a uno studio sui "Canti carcerari" pubblicato nella «Rivista Europea»


Segnatura
Archivio Pitré, PA 8, b. XXIII, n. 1

Istituto di conservazione
Museo etnografico siciliano "Giuseppe Pitré", Palermo

Luogo e data
Pavia, 17/06/1876

Mittenti
Lombroso, Cesare

Destinatari
Pitré, Giuseppe (Medico, etnografo e folklorista palermitano)

Citati
Federici, Cesare (Medico clinico di origini marchigiane, docente universitario a Firenze)

Consistenza
1 foglio e una busta

Lingua
Italiano

Contenuto
Lombroso replica a Pitré, autore di una critica allo studio sui Canti carcerari pubblicato nella «Rivista europea». Avverte in lui "una specie di altruismo di compagnonaggine", poiché entrambi costretti a sacrificare la "passione filologica" alla pratica medica. "Ma ella non ha del medico la cocciuttaggine [sic!], direi, vendicativa, ostinata, spietata - che si acquista colla lotta contraria e colle disillusioni - e colla tristezza dei colleghi". Replica alla critica di aver proiettato, focalizzando la propria attenzione sui soli canti carcerari siciliani, un'immagine negativa della Sicilia. Condivide l'ipotesi di una forte presenza di canti carcerari in Romagna e in altri territori della penisola, "ma certo non furon raccolti, ufficialmente, e quanti trovasi non vengono così a galla, come i Siciliani". Il suo studio, portando alla luce la diffusione del "malandrinaggio" in Sicilia, non è animato da "sprezzo, né odio", bensì da "vero proprio amore che vuol scoperte le piaghe perché si riparino. La Sicilia ha uomini che superano in ingegno tutti gli altri d'Italia - e credo che non vi sia ora che l'Emilia che le possa star a fronte, anche per uomini politici ma è in stadio di evoluzione sociale arrestato per le condizioni - e bisogna che si metta all'unisono [con le altre aree] -; e perciò occorre che ci mettiamo tutti d'accordo - noi [non siciliani] nel rivelare voi [siciliani] nell'ajutare a curare. Ma primo passo alla cura è l'avvertenza del male - e voi altri [...] siete di una singolare permalosità - che del resto credo sia ad una ad una come tutte le regioni d'Italia. (Guai se a un Piemontese si dica che, vi è Cretinesimo in Piemonte più che altrove, etc. -: guai se ad un Melfese dite che la Basilicata è il paese più infrollito d'Italia - ed io ho sul tappeto un lavoro sui Sardi (che credo derivati da popolazioni Negre) che io non ho coraggio di publicare per timore di vedermi anzi contro tutti i Sardi come un sol uomo -)". Prega Pitré di curare i pazienti afflitti da malattie dermatologiche con tintura o olio di mais guasto. Promette di inviargli lo studio relativo alla cura e l'Uomo delinquente corretto grazie alle sue osservazioni. Invia saluti a comuni conoscenti

Note
Per gentile concessione del Museo etnografico siciliano "Giuseppe Pitré", Palermo